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Lo spreco alimentare

Secondo uno studio della FAO intitolato “Global Food Losses and Food Waste”, più di un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano va perso o lasciato scadere (circa 1,3 miliardi di tonnellate: 670 provenienti dai Paesi industrializzati e 630 da quelli in via di sviluppo). Il ruolo guida in questo “processo” è svolto dai Paesi industrializzati e le stime dimostrano che l’Europa da sola spreca 89 milioni di tonnellate di cibo all’anno (una media di 180kg pro capite). Lo spreco maggiore si registra in Olanda con 579kg pro capite e l’Italia, sebbene lontana da tali livelli di spreco, rappresenta comunque uno dei Paesi leader in questa classifica con i suoi 149kg pro capite. Il fenomeno dello spreco alimentare ha raggiunto dimensioni drammatiche ed assume ancor più importanza se si considera che più di un miliardo di persone soffre la fame e che circa 24.000 persone ne muoiono ogni giorno. Tale problematica tocca le nostre vite sempre più da vicino e mette in luce la responsabilità di ogni cittadino: “In Europa, il 42% dello spreco alimentare avviene all’interno delle mura di casa” spiega Francesco Mele, responsabile della campagna contro lo spreco alimentare di Slow Food Italia; e secondo Adam Rein (report contributor di MissionPoint Partners) “circa l’85% dello spreco alimentare avviene nelle case e nei ristoranti”.

Questi dati hanno spinto Consea srl, Softline srl, Nisi & C. Synthesy scarl, Bonassisa Lab srl, Megamark srl, insieme all’Università di Bari in qualità di Organismo di Ricerca che supporta le imprese nel raggruppamento con i due dipartimenti di Emergenza e Trapianti di Organi (DETO) e di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti (DiSSPA), a rispondere ai fabbisogni emersi dal Catalogo Living Lab assimilabili alla tematica della eccedenza alimentare.   I beneficiari vogliono realizzare un percorso di co-progettazione di una soluzione che miri 1) La creazione di una rete permanente di solidarietà costituita da istituzioni, enti, associazioni, imprese profit e nonprofit, donatori in un’ottica di sviluppo della Smart City & Community; 2) alla riduzione dell’eccedenza alimentare quale azione attuativa della Legge Gadda (Legge 19/08/2016 n.166) e in relazione agli obiettivi di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti con finalità anche sociali volte a garantire un sostegno alimentare alle categorie disagiate, e 3) alla sensibilizzazione i consumatori verso problematiche riguardanti la salute e possa così renderlo consapevole delle sue scelte alimentari. La durata del progetto è di 18 mesi e si sviluppa a partire dal territorio Pugliese, ma con possibilità di replicare tale modello in tutta Europa